Parte la stagione del ciclismo che conta con la classicissima di primavera, la Milano-Sanremo.
Il percorso è quello classico: 298 i chilometri, il Turchino ad un terzo di percorso e le Manie a metà strada tra partenza ed arrivo, prima dei tre capi (Mele,Cervo,Berta) della Cipressa e del Poggio che spiana la strada verso il traguardo di via Roma.
Il parco partecipanti vede un nutrito gruppo di favoriti: dal vincitore a sorpresa dello scorso anno, Matthew Goss, ai vari Philippe Gilbert, Greg Van Avermaet, Tyler Farrar, Oscar Freire, Peter Sagan, Andrè Greipel, Tom Boonen e soprattutto Mark Cavendish. In casa italiana si attendono le due incognite, FIlippo Pozzato e Damiano Cunego, assieme a Daniele Bennati, Alessandro Petacchi, Giovanni Visconti,Alessandro Ballan e soprattutto il Vincenzo Nibali visto alla Tirreno Adriatico.
La prima fuga di giornata è targata Cheng Ji , Juan Pablo Suarez ,
Dmitriy Gruzdev, Angelo Pagani, Vergard Stake
Laengen, Juan Jose Oroz, Pierpaolo De Negri, Michael Mørkøv, Oleg Berdos che arrivano sino ad oltre 15 minuti di vantaggio, poi il forcing della Liquigas fa regredire il vantaggio. Si stacca Ji dal gruppo dei fuggitivi, ma soprattutto sulle Manie si stacca Cavendish dal gruppo dei migliori. Sulla discesa delle Manie paura nel gruppo per il colombiano Carlos Quintero, che perde i sensi per qualche minuto. Il gruppo si fraziona, davanti rimangono gli scalatori ed i passisti bravi in salita, dietro i velocisti sui quali rientra Cavendish. Il campione del mondo cede definitivamente prima dei "capi", con tutti i fuggitivi della prima ora ripresi mentre davanti gli uomini dei favoriti fanno un forcing per cercare di staccare chi non è in forma. Davanti scatta Josè Vila, più dietro ci prova anche Johnny Hoogerland, ma sulla salita della Cipressa una caduta di massa coinvolge anche Gilbert mettendolo fuorigioco. Vila è ripreso, una volta arrivati sul Poggio attaccano Valerio Agnoli ed Angel Madrazo. Lo spagnolo stacca l'italiano, ma ad un chilometro dalla vetta partono Nibali,Simon Gerrans e Fabian Cancellara ed i tre se la giocano in discesa. All'ultimo chilometro sono quasi ripresi, ma lo sprint a tre vede vincitore l'australiano, dietro Cancellara e Nibali. Dietro spettacolare caduta di Boonen, senza conseguenze.
Il prossimo appuntamento con le grandi classiche del ciclismo sarà per l'1 aprile con il Giro delle Fiandre.
L'ULTIMA ILLUSIONE
DI TUTTO, UN PO', NON SEMPRE BENE...
sabato 17 marzo 2012
Sei Nazioni 2012: Italia - Scozia 13-6
Obiettivo evitare il cucchiaio di legno. L'Italia all'Olimpico ci prova reinserendo Venditti all'ala al posto di McLean, con Canale primo centro al posto di Sgarbi e Benvenuti secondo centro. Tornano anche Gori come mediano di mischia per Semenzato, Barbieri come flanker per Favaro, Bortolami in seconda linea per Van Zyl, mentre in prima linea Castrogiovanni sostituisce Cittadin come pilone destro e Ghiraldini sosttuisce Ongaro come tallonatore. Nella Scozia Evans sostitusce Jones all'ala.
L'Italia parte subito con un infortunio a Canale ma poi ritrova lo smalto ed un primo calcio per un fallo in ruck che l'ala Mirco Bergamasco realizza. La superiorità italiana è netta, ma poco redditizia: l'apertura Burton tenta un drop invano, un calcio di Mirco Bergamasco per un tenuto scozzese va fuori, poi la Scozia riprende e trova un calcio per un fallo di mischia di Castrogiovanni che l'apertura Leidlaw realizza. Il secondo centro De Luca commette un fallo in ruck e rimedia un giallo. Il piazzato di Bergamasco non va. Si chiude così il primo tempo, sul risultato di 3-3 e la Scozia in 14.
La ripresa sembra iniziare con tutt'altro piglio. L'Italia lavora in più fasi con i trequarti approfittando della superiorità numerica e Venditti trova il varco giusto: è meta. Burton trasforma. A stretto giro di posta arriva la reazione della Scozia, che conquista un calcio per un fallo in ruck che però Leidlaw non trasforma. La partita è più stanca che nel primo tempo ma le difese aprono spazi interessanti. Gli highlander rimangono ancora in 14 quando arriva il giallo per il seconda linea Hamilton ma è in mischia che la Scozia trova ancora un calcio: in touche e Leidlaw stavolta la mette dentro. Gli scozzesi pressano gli azzurri che però riescono ad arginare la manovra avversaria. Qualche problema lo crea il giallo al flanker Zanni per fuorigioco, ma non c'è l'abbrivo per azioni significative: l'Italia amministra, anche se con qualche patema d'animo, dopo aver perso anche Botes appena entrato nel ruolo di mediano di mischia. E chiude la partita quando un drop di Burton centra i pali dopo che l'apertura italiana aveva sbagliato qualche gioco al piede. Il risultato, nonostante la pressione scozzese, non cambia più: l'Italia vince per 13-6.
L'Italia conclude un Sei Nazioni altalenante con una vittoria, sfoderando la solita mischia di livello internazionale ma con qualche limite difensivo. Di buono c'è anche la tenuta psicologica che in questo caso Brunel ha saputo dare alla squadra, il miglior viatico per il futuro.
L'Italia parte subito con un infortunio a Canale ma poi ritrova lo smalto ed un primo calcio per un fallo in ruck che l'ala Mirco Bergamasco realizza. La superiorità italiana è netta, ma poco redditizia: l'apertura Burton tenta un drop invano, un calcio di Mirco Bergamasco per un tenuto scozzese va fuori, poi la Scozia riprende e trova un calcio per un fallo di mischia di Castrogiovanni che l'apertura Leidlaw realizza. Il secondo centro De Luca commette un fallo in ruck e rimedia un giallo. Il piazzato di Bergamasco non va. Si chiude così il primo tempo, sul risultato di 3-3 e la Scozia in 14.
La ripresa sembra iniziare con tutt'altro piglio. L'Italia lavora in più fasi con i trequarti approfittando della superiorità numerica e Venditti trova il varco giusto: è meta. Burton trasforma. A stretto giro di posta arriva la reazione della Scozia, che conquista un calcio per un fallo in ruck che però Leidlaw non trasforma. La partita è più stanca che nel primo tempo ma le difese aprono spazi interessanti. Gli highlander rimangono ancora in 14 quando arriva il giallo per il seconda linea Hamilton ma è in mischia che la Scozia trova ancora un calcio: in touche e Leidlaw stavolta la mette dentro. Gli scozzesi pressano gli azzurri che però riescono ad arginare la manovra avversaria. Qualche problema lo crea il giallo al flanker Zanni per fuorigioco, ma non c'è l'abbrivo per azioni significative: l'Italia amministra, anche se con qualche patema d'animo, dopo aver perso anche Botes appena entrato nel ruolo di mediano di mischia. E chiude la partita quando un drop di Burton centra i pali dopo che l'apertura italiana aveva sbagliato qualche gioco al piede. Il risultato, nonostante la pressione scozzese, non cambia più: l'Italia vince per 13-6.
L'Italia conclude un Sei Nazioni altalenante con una vittoria, sfoderando la solita mischia di livello internazionale ma con qualche limite difensivo. Di buono c'è anche la tenuta psicologica che in questo caso Brunel ha saputo dare alla squadra, il miglior viatico per il futuro.
sabato 10 marzo 2012
Sei Nazioni 2012: Galles - Italia 24-3
Non è la temuta disfatta, ma c'è molto da migliorare.
L'Italia di Brunel è stravolta e torna all'"antico": dentro Mirco Bergamsco per Venditti, spostando dall'altra parte McLean, entra Canale per Benvenuti come secondo centro, in mediana la coppia è Burton all'apertura e Semenzato mediano di mischia rispettivamente al posto di Botes e Gori, in terza linea dentro Favaro fuori Barbieri, in seconda linea fuori Bortolami dentro Van Zyl, mentre torna LoCicero come pilone sinistro al posto di Rizzo.Per il Galles fuori il flanker e capitano Warburton ed il tallonatore Owen, dentro i pari ruolo Tipuric e Reese.
I dragoni iniziano subito a far sentire la propria fisicità, l'Italia contiene bene anche se in un paio di occasioni si lascia sfuggire i trequarti gallesi. Un fuorigioco di Parisse su calcio di Semenzato dà il piazzato ai rossi: calcia l'estremo Halfpenny e realizza. A stretto giro di posta rispondono gli italiani: crollo della prima linea gallese, calcia Mirco Bergamasco da posizione centrale ed è dentro.Il Galles però non demorde e torna suonare la carica: sugli sviluppi di una touche nei 22 italiani, gli azzurri difendono come possono ma l'estremo Masi commette fallo non rotolando via. Nuovo piazzato di Halfpenny ed è ancora nell'H da posizione facile. Un altro placcaggio mancato dà ai gallesi una nuova opportunità salvata in extremis da Bergamasco ma Favaro commette fallo: ancora Halfpenny, che continua la sua giornata di grazia. Sorprendentemente, gli italiani provano il bersaglio grosso anzichè la trasformazione con un calcio da buona posizione praticamente allo scadere: l'Italia però è troppo macchinosa e perde palla. Il primo tempo si chiude sul 9-3.
Il secondo tempo vede gli azzurri più volitivi, i gallesi contengono come possono ma l'errore di trasmissione tra Sgarbi e Parisse capovogle il possesso e l'azione successiva lascia campo libero al primo centro Jamie Roberts. Halfpenny trasforma facilmente. Sono ancora i gallesi a dettare i tempi, anche se il ritmo è scandito dai calci per saggiare il predominio territoriale. L'Italia contiene bene, riesce a guadagnare la superiorità numerica quando Halfpenny placca male Parisse e prende un giallo ma non ha lo sprint offensivo. Botes, entrato come mediano di mischia per Semenzato, ci prova ma invano. Un nuovo fuorigioco italiano dà un piazzato al Galles che va al piede con l'apertura Priestland (che realizza). Si gioca all'insegna dell'intensità difensiva da una parte e dall'altra: l'Italia cede però nel finale, lasciando il corridoio all'ala Cuthbert che realizza. Il neo entrato (ad estremo) Hook non trasforma chiudendo di fatto la partita sul 24-3.
Per l'Italia una partita in cui ha lasciato troppo l'iniziativa agli avversari, non riuscendo a trovare lo spunto in attacco per la troppa stanchezza dovuta agli 80 minuti passati a difendere forte.
Il prossimo impegno sarà sabato prossimo all'Olimpico per l'ultimo turno contro la Scozia.
venerdì 2 marzo 2012
Dylan Dog 306 - Il Baule Delle Meraviglie
di Marzano - Cossu
Tutto parte da un presupposto vecchio come il mondo: c'è un oggetto magico di provenienza esotica, che sembra avere poteri sovrannaturali. Un viaggio dall'Indonesia a Londra, con tanto di morte del nuovo proprietario. Vecchi "stilemi" narrativi che Marzano adopera comunque senza infamia e senza lode, catapultando il baule, (l'oggetto magico di cui sopra), nel mondo di Dylan e che si sviluppano in maniera talvolta monocorde sino a due terzi di racconto, quando tutto vira, in maniera forzosa, verso il fantastico (da intendersi come genere di fantasia) spinto sino al finale troppo spiegato. La sceneggiatura di Marzano è comunque abbastanza solida, anche se oscilla tra picchi (pochi) e voragini (qualcuna in più). Abbastanza bene Dylan, volitivo ed indagatore come da personaggio, Groucho più defilato ma anche toccante nei suoi momenti "tristi", Bloch è più presente ma meno incisivo. Decisamente più scialbi i comprimari inusuali, e questa è una pecca non da poco, perchè spesso monodimensionali. Tra questi, si salva la sola Bryce pur con qualche momento di appannamento.
I disegni di Cossu sono abbastanza calzanti nella prima parte, dove senza il bisogno di creare atmosfera il suo tratto pulito non inficia la narrazione. Diverso il discorso dalla virata narrativa da pagina 72 in poi, dove il suo modo di disegnare rende visivamente il tutto quasi infantilistico.
La copertina di Stano è strana anche se di discreta fattura: buona idea di fondo, riducendo tutto all'essenziale, con una colorazione minimale anche se l'effetto rimane destabilizzante.
mercoledì 29 febbraio 2012
John Doe 17(95) - Questa Lunga Storia D'Amore
di Bartoli,Monteleone-Des Dorides
Nuova tappa del viaggio tra i generi di John Doe, che stavolta va a finire nel nazional-popolare che più non si può: il romantico.
Il rischio di scadere nel banale è dietro l'angolo, la storia imbastita da Bartoli e Monteleone ci transita vicino qualche volta ma ne esce bene. Il miscuglio di ingredienti tra i soliti sapori, come l'utilizzo dei vecchi personaggi (Tempo-Justine Time su tutti) e le peculiarità del genere, spesso insidiose per ripetitività e forzature che stonano un po' con l'humus di JD. Il terreno su cui i due ai testi hanno imbastito la storia è differente nelle due metà dell'albo: nella prima è la declinazione sfacciata degli ambienti pre-adolescenziali, con situazioni tipiche della pubertà che girano attorno ad un JD che in realtà ha un'esperienza molto più vasta, nella seconda si trasla di età e si esplora la sfera dei sentimenti seminati ma non raccolti e gli strascichi della vita. Con un finale dolce-amaro e molto toccante.La sceneggiatura a 4 mani è buona, c'è qualche incongruenza come la presenza delle due Autumn (una piccol, una grande) con identità diverse, ma tutto sommato tanto Bartoli quanto Monteleone tengono le redini della storia riuscendo a dare ai personaggi di sempre una caratterizzazione appropriata ma mai banale.
I disegni di Des Dorides sono freschi e dinamici, con un utilizzo delle chine poco accentuato che rende il risultato più giovanile e cartoonesco.
La copertina di De Cubellis ha i colori tenui pastello, volutamente quasi fanciulleschi per sottolineare l'ambientazione della prima parte. Il risultato, come al solito, è ampiamente soddisfacente.
lunedì 27 febbraio 2012
Maxi Dylan Dog 2012 - 1
Nuovo appuntamento con il Maxi dedicato ad uno dei disegnatori storici della testata dylaniata.
Stavolta il turno è per Giovanni Freghieri che si è cimentato sulle tre storie di lunghezza canonica.
Un appunto va mosso alla copertina di Stano, che stavolta ha ciccato completamente il proprio lavoro, con un senso delle proporzioni che rasenta il ridicolo ed una costruzione spigolosa delle persone presenti. Si salvano solo i colori aggiunti in computer grafica.
GLI SPIETATI
di Marzano
Lo svolgimento in partenza della storia è già visto perchè riprende i temi più classici dell'horror e dei thriller in genere. Tuttavia il road movie horror imbastito dallo sceneggiatore è solido ed ha un ordito ben strutturato. Il finale, per quanto originale, lascia un po' di amaro in bocca perchè cammina sul filo della banalità. La parte del leone nella sceneggiatura la fa un Dylan caratterizzato discretamente. Praticamente assenti i soliti comprimari, rendono bene invece quelli presentati in questa storia. Freghieri bene nelle tavole "oniriche", mentre tira via un po' le rimanenti.
L'AVVERSARIO
di Mignacco
Non brilla per originalità lo spunto iniziale del soggetto di Mignacco soprattutto per la solita base di partenza del fantasma immemore (vedi anche sopra). E non sarebbe il massimo dell'originalità anche il duello del titolare di testata con un avversario: tuttavia, la storia procede scorrevole e senza forzature, grazie anche alle situazioni particolari ricreate dallo scrittore, sino al finale prevedibile ma ben strutturato. Se la caratterizzazione dei personaggi principali (Dylan e co.) e di contorno(gli immemori e Jean) rimane in standard di sufficienza, una nota di merito va alla resa di lord Byron Stuart Davies, villain atipico e carismatico. Freghieri è sufficiente, anche se a volte pare cerchi svogliatemente di portare a casa la tavola.
DRITTO AL CUORE
di Di Gregorio
L'humus della storia di Di Gregorio è caratterizzato da una scelta abbastanza originale. La consecutio però a volte si sballa, con qualche problema di coerenza narrativa al suo interno ed un finale un po' affrettato. Da controaltare una sceneggiatura di buon livello, che asciuga i dialoghi e crea atmosfera anche nella stessa scelta della successione delle tavole. Buono l'uso dei personaggi, tra titolare di testa, comprimari, nuovi ingressi e vecchi ritorni, tutti ben caratterizzati. Freghieri fa un mestiere onesto, a volte tirando via qualche tavola ma sostanzialmente rimanendo nella sufficienza.
sabato 25 febbraio 2012
Sei Nazioni 2012: Irlanda - Italia 42-10
L'Italia approccia la partita con i verdi d'Irlanda all'Aviva Stadium mettendo su una squadra di marca Benetton Treviso: i cambiamenti rispetto alla partita contro l'Inghilterra vedono l'esordio di Botes come apertura al posto di Burton, il ritorno di Sgarbi come primo centro al posto di Canale, la prima linea rivoluzionata con Rizzo e Cittadini al posto di Lo Cicero e Castrogiovanni. L'Irlanda conferma in blocco la squadra che era stata approntata (ma non schierata a causa del rinvio per maltempo) contro la Francia.
L'Italia parte bene: mani in ruck dei verdi e Botes va dalla piazzola da molto lontano: non c'è la realizzazione del calcio. Gli azzurri tengono bene il campo e guadagnano un nuovo piazzato per un tenuto: stavolta Botes è preciso. L'Irlanda risponde e conquista a sua volta un piazzato per il velo di Sgarbi sull'apertura irlandese Sexton, che calcia e realizza.L'Irlanda inizia a prendere confidenza e preme gli italiani nella loro 22: alla fine dopo diverse fasi è il secondo centro Earls che deposita appena sulla linea di meta per la marcatura. Sexton aggiunge due punti di trasformazione. L'Italia cerca di rinvenire e trova il fallo in ruck: Botes calcia ma coglie il palo orizzontale. La spinta italiana trova un drop totalmente sballato da parte di Botes. La marcatura però è nell'aria ed è il flanker Barbieri ad innescare il terza centro Parisse dai 5 metri: il capitano trova il buco e va a schiacciare sotto i pali. Botes trasforma. In chiusura di primo tempo, però, gli irlandesi ritrovano la spinta e grazie all'ala Bowe bucano la difesa italiana. Sexton trasforma ancora. La frazione si chiude sul 17-10.Il secondo tempo cambia totalmente di tono: l'inizio è per gli italiani con un fallo dei verdi, ma Botes sbaglia la realizzazione. Da qui in poi, un monologo irlandese: fallo in mischia e punizione di Sexton, ancora dentro. L'Italia prova a reagire ma l'Irlanda tiene meglio il campo e conquista un nuovo piazzato che sempre Sexton realizza.Gli iralndesi continuano a spingere e trovano ancora la meta grazie all'iniziativa di Bowe. La trasformazione è del solito Sexton. I verdi tengono in mano la partita, gli azzurri sono ormai disuniti: l'arrembaggio ai 22 italiani si conclude dopo diverse fasi con la meta del pilone Court trasformata da Sexton. Nel finale è ancora Irlanda, con un'azione dell'ala Trimble lasciato passare indisturbato dalla difesa italiana sino alla meta. Sexton compie il suo primo errore di giornata. Finisce 42-10 per gli irlandesi.
Gli italiani illudono per un tempo, riuscendo a costruire una buona manovra ed a governare le fasi statiche. Bene anche la touche. Difesa tutta da rivedere, tanto nei placcaggi quanto nel posizionamento. Prossimo impegno il 17 marzo contro la Scozia all'Olimpico.
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