Il nostro eroe, ex Dio disarcionato dall'alto dei cieli, continua nel suo viaggio tra i generi che prima erano commistione interna al fumetto ma ora sono tratti caratterizzanti Stavolta sono i topoi dell'horror ad essere sviscerati, partendo dalle citazioni da cui gli autori attingono per poi riformulare il discorso. L'inizio, infatti, riecheggia Matheson con il suo "Io sono leggenda" che viaggia parallela alla citazione di "Vanilla Sky" (il fille rouge dell'intero albo): quest'ultima è un ovvio richiamo all'incipit del numero 1 del vecchio e del nuovo corso. "Apri gli occhi, John", quindi, non è solo un titolo: è una dichiarazione di intenti, con il protagonista eternamente sospeso tra sogno e realtà. E, guardando in parallelo specie la prima delle due storie e questa, la New York "da bere" del nostro eroe diventa antro spettrale, in cui gli uomini di tutti i giorni mostrano la faccia del mostro. Ed il lavoro del protagonista è sempre di ammazzarli: anche se l'humus di base è ben diverso, i risultati sono grosso modo gli stessi. Campionari di ex umanità che sconvolgono non poco il protagonista che ha ormai dimenticato l'alto dei cieli ed è di nuovo "umano, troppo umano". Arriva poi il secondo "topos" dell'horror, quello del luogo fisico che serve da rifugio ed allo stesso tempo da prigione per gli "umani, troppo umani" (Romero docet). Dura poco, però: poi Uzzeo si diverte a giocare con i vecchi personaggi del fumetto, donando loro una nuova veste di "commando" che dovrebbe combattere lo status quo zombesco (molto simpatica la nuova versione di Pestilenza). Una scelta paracula ma che si rivelerà efficace, in particolar modo nel lungo periodo con la metabolizzazione di essa. Il commando seguirà la scia sonora del messaggio radio (altro topos) che si scoprirà essere stato lasciato da Morte. O per lo meno, dal suo alter-ego che ha rinnegato la vecchia natura in un mondo dove il fine ultimo delle cose non ha ragione di esistere. Il protagonista accetta questa realtà e se ne lascia trasportare. Come in un circolo, si torna al punto di partenza ma è lo status quo ad essere tutto nuovo. Come ormai accade, in conclusione ci si prepara al prossimo viaggio nei generi. Il duo ai disegni si integra alla perfezione, dando l'impressione di un corpo unico ad una storia dai toni sì crepuscolari, ma che spesso sconfinano nel grottesco piacione, che ammicca allo spettatore anche sul piano visivo, il tutto grazie anche a un uso delle chine . Insomma, una visione d'insieme che lascia stupefatti per il risultato: dinamismo, umorismo, sentimento, claustrofobia e chi più ne ha più ne metta. Il compito non era facile, in considerazione anche delle orde di zombie da disegnare, una moltitudine amorfa che avrebbe potuto essere sbrigata ma la scelta stilistica è stata ampiamente soddisfacente. La copertina di De Cubellis è il solito piccolo capolavoro in salsa pop, con l'orrore che fa capolino in salsa acida di colori vividi e visi pieni di pathos. Insomma, un valore aggiunto sul quale si può sempre contare.
giovedì 27 ottobre 2011
John Doe 13 (91) - Apri Gli Occhi, John
Il nostro eroe, ex Dio disarcionato dall'alto dei cieli, continua nel suo viaggio tra i generi che prima erano commistione interna al fumetto ma ora sono tratti caratterizzanti Stavolta sono i topoi dell'horror ad essere sviscerati, partendo dalle citazioni da cui gli autori attingono per poi riformulare il discorso. L'inizio, infatti, riecheggia Matheson con il suo "Io sono leggenda" che viaggia parallela alla citazione di "Vanilla Sky" (il fille rouge dell'intero albo): quest'ultima è un ovvio richiamo all'incipit del numero 1 del vecchio e del nuovo corso. "Apri gli occhi, John", quindi, non è solo un titolo: è una dichiarazione di intenti, con il protagonista eternamente sospeso tra sogno e realtà. E, guardando in parallelo specie la prima delle due storie e questa, la New York "da bere" del nostro eroe diventa antro spettrale, in cui gli uomini di tutti i giorni mostrano la faccia del mostro. Ed il lavoro del protagonista è sempre di ammazzarli: anche se l'humus di base è ben diverso, i risultati sono grosso modo gli stessi. Campionari di ex umanità che sconvolgono non poco il protagonista che ha ormai dimenticato l'alto dei cieli ed è di nuovo "umano, troppo umano". Arriva poi il secondo "topos" dell'horror, quello del luogo fisico che serve da rifugio ed allo stesso tempo da prigione per gli "umani, troppo umani" (Romero docet). Dura poco, però: poi Uzzeo si diverte a giocare con i vecchi personaggi del fumetto, donando loro una nuova veste di "commando" che dovrebbe combattere lo status quo zombesco (molto simpatica la nuova versione di Pestilenza). Una scelta paracula ma che si rivelerà efficace, in particolar modo nel lungo periodo con la metabolizzazione di essa. Il commando seguirà la scia sonora del messaggio radio (altro topos) che si scoprirà essere stato lasciato da Morte. O per lo meno, dal suo alter-ego che ha rinnegato la vecchia natura in un mondo dove il fine ultimo delle cose non ha ragione di esistere. Il protagonista accetta questa realtà e se ne lascia trasportare. Come in un circolo, si torna al punto di partenza ma è lo status quo ad essere tutto nuovo. Come ormai accade, in conclusione ci si prepara al prossimo viaggio nei generi. Il duo ai disegni si integra alla perfezione, dando l'impressione di un corpo unico ad una storia dai toni sì crepuscolari, ma che spesso sconfinano nel grottesco piacione, che ammicca allo spettatore anche sul piano visivo, il tutto grazie anche a un uso delle chine . Insomma, una visione d'insieme che lascia stupefatti per il risultato: dinamismo, umorismo, sentimento, claustrofobia e chi più ne ha più ne metta. Il compito non era facile, in considerazione anche delle orde di zombie da disegnare, una moltitudine amorfa che avrebbe potuto essere sbrigata ma la scelta stilistica è stata ampiamente soddisfacente. La copertina di De Cubellis è il solito piccolo capolavoro in salsa pop, con l'orrore che fa capolino in salsa acida di colori vividi e visi pieni di pathos. Insomma, un valore aggiunto sul quale si può sempre contare.
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Ottima recensione.
RispondiEliminaGrazie mille per il bel commento, CIAO!!! :-D