martedì 27 settembre 2011

Mondiali di rugby 2011 - Italia - Usa 27-10

Dopo la vittoria di larga misura ma con qualche perplessità contro al Russia, l’Italrugby contro gli Stati Uniti al Trafalgar Park di Nelson si gioca una buona fetta di qualificazione. Gli italiani rivoluzionano la squadra in nove elementi: dentro Mirco Bergamasco, Gonzalo Canale, Gonzalo Garcia, Luciano Orquera, Fabio Semenzato, Alessandro Zanni, Cornelius Van Zyl, Leonardo Ghiraldini e Martin Castrogiovanni al posto di Giulio Toniolatti, Matteo Pratichetti, Andrea Masi, Riccardo Bocchino, Edoardo Gori, Paul Derbyshire, Marco Bortolami, Fabio Ongaro e Lorenzo Cittadini. Negli Usa rispetto all’ultima gara giocata, quella vinta con l’Australia, è rivoluzione: fuori Blaine Scully, Colin Hawley, Tai Enosa, Junior Sifa, Kevin Swiryn, Nese Malifa, Tim Usasz , JJ Gagiano, Pat Danahy, Inaki Basauri, Scott LaValla, Eric Fry, Phil Thiel, Shawn Pittman, dentro Chris Wyles, Takudzwa Ngwenya, Paul Emerick, Andrew Suniula, James Paterson, Roland Suniula, Mike Petri, Nic Johnson, Todd Clever, Louis Stanfill, John van der Giessen, Matekitonga Moeakiola, Chris Biller, Mike MacDonald. La partita inizia all’insegna della mischia italiana: la mischia azzurra in avanzamento costruisce un’azione sull’asse Van Zyl – Parisse, con quest’ultimo che va a schiacciare. Mirco Bergamasco realizza il piazzato. Poi è ancora Italia, con tante buone azioni tra cui una in cui Tommaso Benvenuti a in area di meta Usa controlla male: decide il Tmo. Quindi, l’Italia lascia un po’ più di iniziativa agli Usa, difendendo comunque bene. L’Italia successivamente si disunisce: da una touche nasce un’azione alla mano che libera Emerick , che innesca Wyles che troppo facilmente mette giù in area di meta. Lo stesso Wyles trasforma il calcio. L’Italia reagisce: trova un calcio per un fallo statunitense in mischia chiusa, Mirco Bergamasco realizza. Gli Usa insistono, l’Italia difende bene ma si lascia sorprendere in fuorigioco con Orquera. Wyles realizza il piazzato. Nell’immediato capovolgimento di fronte, un fallo di antigioco dà un nuovo piazzato all’Italia: ne nasce un carretto prima, poi nelle fasi successive si alleggerisce sui trequarti, che sorprendono la difesa Usa ed a conclusione di tutto Orquera schiaccia in meta. Da posizione angolata, Mirco Bergamasco sbaglia il calcio. L’Italia ritrova smalto: attacca con la mischia, arriva nell’area di meta avversaria con Castrogiovanni (ma non schiaccia correttamente, come dice il Tmo), e continua a pressare con gli avanti. Il controllo della partita è azzurro: fasi su fasi e Castrogiovanni, con il sostegno di Van Zyl, mette in meta in chiusura di primo tempo. Mirco Bergamasco sbaglia il calcio. Il primo tempo si chiude 20-10 per gli azzurri. L’inizio di secondo tempo non vede prevalere nessuna delle due squadre in maniera netta. L’Italia va un po’ meglio ma a volte si lascia sorprendere. La pressione azzurra si intensifica arrivando spesso vicino alla linea di meta. Sono diverse le penalità conquistate dagli azzurri grazie agli avanti in mischia ordinata, che fa collassare più volte quella statunitense e in un’occasione Stanfill prende il giallo per essersi staccato in maniera irregolare dal pack. Con l’uomo in più l’Italia continua a sfruttare la mischia: si forma una maul nei 22 statunitensi, gli italiani spingono arrivando sulla linea di meta. Mauro Bergamasco cade per terra ma il Tmo dice non può dare la meta perché le immagini non riescono a chiarire. Sull’azione successiva, sempre la mischia ordinata degli azzurri continua a pressare: l’arbitro concede la meta tecnica, è il bonus italiano. Bergamasco trasforma il calcio. La partita vive poi di ordinaria amministrazione, gli Usa non riescono ad attaccare con pericolosità e la partita si trascina senza particolari sussulti sino alla fine, con una girandola di sostituzioni per far riposare i titolari in vista della decisiva partita con l’Irlanda. Il risultato è 27-10. L’Italia si conferma dominante in mischia, peccando però (ed in certi casi in maniera preoccupante) nella difesa, specie sui trequarti avversari, e nell’organizzazione delle touche. Che sono i punti forti dell’Irlanda: in vista della partita di domenica all'Otago Stadium di Dunedin ci sarà parecchio da lavorare.

2 commenti:

  1. Ed ora speriamo in bene contro l'Irlanda :-D

    Grazie mille per il bel commento, CIAO!!!

    RispondiElimina
  2. Mi dispiace tanto per il fatto che fossi triste... ma mi fa piacere esserti stato d'aiuto :-)

    Grazie mille anche per il commento di oggi :-)

    CIAO!!!

    RispondiElimina